lunedì 31 luglio 2017

Occhi fissi, polemica, attacco e contrattacco


Vademecum pliniano
365 Pensieri e Massime

Agosto 2017  [ I ]

1 - Martedì
Nelle riunioni o nelle pubblicazioni contro-rivoluzionarie i temi devono essere scelti accuratamente. La Contro-Rivoluzione deve mostrare sempre un carattere ideologico, anche quando affronta problemi molto particolari e contingenti.


2 - Mercoledì
Può essere utile, per esempio, sollevare i problemi politico-partitici della storia recente o dell’attualità. Ma dare un rilievo eccessivo a piccole questioni personali, fare della lotta contro avversari ideologici locali l’elemento principale dell’azione contro-rivoluzionaria, presentare la Contro-Rivoluzione come fosse una semplice nostalgia (d’altra parte, chiaramente non neghiamo la legittimità di questa nostalgia) o un puro dovere di fedeltà personale, per quanto santo e giusto esso sia, significa presentare il particolare come fosse il generale, la parte come fosse il tutto, significa mutilare la causa che si vuole servire.

3 - Giovedì
Il più insistente e nocivo slogan consiste nell’affermare che nella nostra epoca la Contro-Rivoluzione non può aver successo perché è contraria allo spirito dei tempi. La Storia, si dice, non torna indietro.

La religione cattolica, secondo questo strano principio, non dovrebbe esistere. Infatti non si può negare che il Vangelo fosse radicalmente contrario all’ambiente in cui Nostro Signore Gesù Cristo e gli apostoli lo predicavano. 
E non dovrebbe esistere neppure la Spagna cattolica romano-germanica. Infatti niente assomiglia di più a una risurrezione e quindi, in certo modo, a un ritorno al passato, della piena ricostituzione della grandezza cristiana della Spagna, alla fine degli otto secoli che vanno da Covadonga alla caduta di Granada. ...

4 - Venerdì
... Il Rinascimento, così caro ai rivoluzionari, è stato anch’esso, almeno sotto diversi aspetti, il ritorno a un naturalismo culturale e artistico fossilizzato da più di mille anni. 
La storia comporta dunque corsi e ricorsi, sia nelle vie del bene, sia nelle vie del male.

5 - Sabato
Quando si vede che la Rivoluzione considera qualcosa come coerente con lo spirito dei tempi, è necessario essere circospetti. Infatti non di rado si tratta di qualche vecchiume dei tempi pagani, che vuol ripristinare.

Che cosa hanno di nuovo, per esempio, il divorzio o il nudismo, la tirannia o la demagogia, così generalizzati nel mondo antico? 
Perché sarà moderno il divorzista e anacronistico il difensore dell’indissolubilità?
Il concetto di “moderno” per la Rivoluzione si sintetizza nel modo seguente: è moderno tutto quanto dà libero corso all’orgoglio e all’ugualitarismo, come pure alla sete dei piaceri e al liberalismo.

6 - Domenica
 [Uno slogan dei rivoluzionari:] la Contro-Rivoluzione si definisce con il suo stesso nome come qualcosa di negativo e quindi di sterile.

È un semplice gioco di parole. Infatti lo spirito umano, partendo dal fatto che dalla negazione della negazione risulta un’affermazione, esprime in modo negativo molti suoi concetti più positivi: in-fallibilità, in-dipendenza, in-nocenza e così via. Sarebbe negativismo lottare per uno di questi tre obiettivi solo a causa della formulazione negativa in cui si presentano? Il Concilio Vaticano I, quando definì l’infallibilità del Papa, fece opera negativista? L’Immacolata Concezione è prerogativa negativista della Madre di Dio?

7 - Lunedì
Se s’intende per negativista, secondo il linguaggio corrente, chi insiste nel negare, nell’attaccare e nel tenere gli occhi costantemente fissi sull’avversario, si deve convenire che la Contro-Rivoluzione, pur non essendo soltanto una negazione, ha nella sua essenza qualcosa di fondamentalmente e sanamente negativista.

Essa costituisce un movimento diretto contro un altro movimento e non si comprende come, in una lotta, un avversario non debba tenere gli occhi fissi sull’altro e non debba mantenere verso di lui un atteggiamento di polemica, d’attacco e di contrattacco.




(Senza revisione dell'Autore)

(I grassetti sono nostri)


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